mercoledì 9 giugno 2021

Recensione: Via Chanel n°5, di Daniela Farnese

 

Titolo: Via Chanel n°5

Autore: Daniela Farnese

Editore: Newton Compton editori

Pagine: 310

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La trama: Rebecca ha trentatré anni, più di cento paia di scarpe, un armadio pieno di tubini neri, completi di tweed e una smisurata passione per la magnifica Coco. È romantica, sognatrice, e follemente innamorata di Niccolò, che sta per raggiungere a Milano, dopo un anno di relazione a distanza: la felicità sembra a portata di mano. Ma una brutta sorpresa è in agguato: appena giunta nella metropoli, Niccolò le confessa di essersi innamorato di un’altra. Rebecca si ritrova così in una città che non conosce e con il cuore a pezzi. Ma il suo mito, la grande Coco, come avrebbe reagito? «Per essere insostituibili bisogna essere unici», e forse Niccolò, unico non lo era. Dopo intere giornate chiusa a casa, Rebecca è pronta a voltare pagina: si tuffa nell’intensa vita mondana milanese e, con lo stile della sua eroina, assapora la sensazione di sentirsi una donna cercata e desiderata. Resterà un’eterna mademoiselle, come l’intramontabile Coco? O forse il destino le riserverà sorprese inattese e capaci di rivoluzionare la sua vita?

La recensione

Non so da quanto tempo non leggevo un libro assurdo in questo modo.

La trama: La storia è classica. Rebecca si trasferisce a Milano pensando di fare la cosa giusta e invece l'uomo dei suoi sogni la pianta per una più giovane e magra. Wow.  
Da quel momento in poi inizia una carambola di avvenimenti che sembrano scritti per allungare un brodo prevedibile dalla seconda pagina.  Quindi perché annoiare il lettore con qualcosa che già conosce?  Pagine e pagine riempite di banalità, senza nessuno spessore, dove le descrizioni sono allo stremo, dove non succede niente che spinga il lettore ad andare avanti se non la scrittura very easy utilizzata.

I personaggi: Avete presente il cartone da pacchi? Ecco. Quello è decisamente più sensibile e particolare della sfilza di nomi che compaiono in questo libro. 
La protagonista che ha la pretesa di chiamarsi Rebecca, come la protagonista di I love Shopping, ha trent'anni ma con il suo essere fissata con la bilancia, e il suo correre dietro ogni paio di pantaloni, somiglia più a una ragazzina di tredici anni alle prese coi primi bollori. Dice di essere forte indipendente, ma poi parla e agisce come una che non sa cavare un ragno dal buco. E' svenevole, noiosa, non fa che sbandierare la sua sudata taglia 42...quando invece dovrebbe preoccuparsi di avere un po' di cervello in più e smettere di sforzarsi di essere come gli altri vorrebbero che lei sia.
Gli altri personaggi? Puah. C'è l'amichetta del cuore pronta ad ascoltare ogni tipo di lamentele, il vicino di casa un po' sfigatello ma simpatico, la collega di lavoro stronzetta, e ovviamente poteva mancare il bello e dannato che inizialmente si crede essere un fattorino ma che si rivela essere figo, ricco e proprietario dell'azienda? Un fattorino poteva essere solo un fattorino e non il classico bell'imbusto?
Ma per favore. 

La protagonista dice di volersi ispirare alla grande Chanel, ma se l'autrice il massimo che ha saputo fare è stato piazzare tra una pagina e l'altra qualche aforisma...ha fatto un enorme buco nell'acqua. Se avesse scritto 200 pagine in meno ma si fosse anche solo fermata a leggere distrattamente qualche biografia di Gabriel Chanel si sarebbe resa conto che la sua Rebecca era lontanissima anni luce dal quel mito. Non basta dire che la protagonista si butta addosso un tubino e un golfino per avere stile. Non basta dire che "ha un carattere forte" se poi tutti gli uomini che incontri ti sembrano belli e vorresti andarci a letto.

L'argomento principale, che forse ha un piccolissimo mordente nella storia, è legato a una lettera. Beh...tutto quanto viene liquidato in così poco tempo e con un'assurdità tale da far sembrare i due protagonisti ancora più stupidi.
Vogliamo parlare poi del viaggio a Parigi? Domanda per Daniela Farnese. Ci sei mai stata a Parigi o hai sfogliato una vecchia rivista mentre aspettavi la visita dal dentista?

Il finale? Ahhh...questo sì che è un bel mistero. Qualcuno ci ha capito qualcosa e me lo spiega? No, perché non si capisce cosa avesse nella testa la Farnese quando l'ha scritto. La cosa chiara è che aveva in mente un secondo...e un terzo libro. Ma dopo aver letto questo primo giusto se mi pagassero leggerei come va vanti la storia. Preferirei piuttosto tornare a fare espressioni algebriche.

Il lato positivo? Il libro l'ho pagato solo un euro. Il vero prezzo di quanto vale questa autrice e la sua storiella da ombrellone...per non dire di peggio.

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