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lunedì 2 maggio 2016

Gli Inumazionisti, di Andrea Giusto e La mano del morto, di Lorenzo Crescentini // Due racconti della rivista gratuita Il Lettore di Fantasia

Ciao a tutti carissimi lettori! Mi sono preso qualche giorno di stasi per concludere la lettura del nuovo di King Il bazar dei brutti sogni, che devo ammettere non mi ha entusiasmato moltissimo...
Oggi però sono qua per parlavi de Il Lettore di Fantasia, una rivista consultabile e scaricabile tranquillamente on line che ospita racconti di scrittori emergenti. I racconti al suo interno spaziano dal gotico allo steampunk, dall'horror al thriller, dal giallo a noir. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Impossibile quindi non trovare qualcosa di interessante da leggere. Racconti brevi ma che si leggono con vero piacere.
Io ho avuto modo di leggerne due e qua ve li presento. Sono Gli inumazionisti di Andrea Giusto e La mano del morto di Lorenzo Crescentini. 

Titolo: Gli Inumazionisti
Autore: Andrea Giusto
Numero della rivista: 4
Link per il download QUI

Un racconto gotico questo, che ha così fatto breccia nel mio cuore. Un racconto di qualche pagina la cui ambientazione è però ben distinta.
Ci troviamo in Inghilterra e un'incessante pioggia ha devastato il cimitero di San Lazarus, dove sono sepolti alcuni dei più illustri signori della città. Il compito di identificare le salme ormai decomposte è affidato a Adrian Collins, giovane dottore specializzato in ricerche mediche. Le sue condizioni di vita e il suo carattere ostinato nel voler essere indipendente dalla famiglia lo hanno portato a essere il medico dei poveri e curare malattie per cui non si può far nulla. Adrian cerca l'occasione della sua vita, quella che lo renderà famoso agli occhi della società.
Adesso sembra arrivato il momento. 
I cadaveri del cimitero sembrano avere strani segni sulla pelle, escoriazioni e graffi, come se il corpo si fosse rifiutato essere seppellito. Adrian inizia così le sue ricerche per portare a termine il lavoro nel minor tempo possibile. Quello che scoprirà sarà qualcosa di raccapricciante, un sottomondo portato in superficie da una società corrotta fino al midollo, gli farà capire chi siano i colpevoli di quelle strane sepolture. Chi sia il responsabile e soprattutto da qualche parte schierarsi. Gli Inumazionisiti vogliono forse il male dalle persone?

Andrea Giusto compone un racconto breve dal retrogusto amaro. Al suo interno troviamo una delle ambientazioni che prediligo in assoluto, quella gotica, fatta di scenari ammantati di ombre, luoghi che si portano dietro una storia che forse noi moderni non vivremo mai, e personaggi ambigui.
In poche pagine possiamo godere di questo racconto che delinea la vita del protagonista Adrian e la sua voglia di emergere all'interno di una società che non lo desidera, perché è uno che considera la verità qualcosa di importante.
Un racconto ben strutturato che sarebbe interessante veder trasposto in un romanzo breve. Una storia di mistero su una strana congregazione di individui che tramano nell'ombra ad insaputa della società. Un personaggio, Adrian, che merita di essere approfondito per scoprire che cosa accadrà in seguito.
Speriamo che sia questo un ottimo trampolino di lancio per l'autore...

Titolo: La mano del morto
Autore: Lorenzo Crescentini
Numero della rivista: 6
Link per il download QUI

Lorenzo Crescentini è un autore apparso non troppo tempo fa sulle pagine di questo sito con il suo Enana, un racconto fantastico su un mondo parallelo al nostro, che invito tutti quanti a leggere.
Quello che invece ci propone in questa sesta uscita della rivista Il lettore di Fantasia è un racconto ambientato nel selvaggio West.
Dal titolo siamo portati a pensare che la "mano" del titolo sia la terminazione del braccio, in realtà l'argomento è tutt'altro. Abbiamo di fronte una mano di carte, il gioco che all'interno dei saloon spopola dalla notte dei tempi.
Una racconto brevissimo che si gioca tutto sui tempi, sul ritmo e sulla velocità. La storia che ci viene raccontata dall'autore è una storia intrisa di polvere e duelli, dove l'equilibrio è sempre precario, dove ogni piccolo spostamento d'aria, uno sguardo di un certo tipo, un ambiguo movimento della mano può dar vita a una furibonda lite. A un massacro. Di questo si parla, di una mano di poker, un gioco d'azzardo in voga tra malviventi e banditi che non aspettano altro che di sparare al proprio avversario.

Questo è quello che io chiamo un racconto cerino, una di quelle storie che bruciano in fretta, ma che divampano. Come nell'altro racconto da me recensito, Lorenzo Crescentini, disegna uno schema preciso della storia nonostante le poche pagine. Due sono le situazioni che si intrecciano, passato e presente si fondono dando vita a un presente adrenalinico. Una vicenda che ha dentro di se il sapore del mistero, perché lascia il lettore a porsi delle domande, perché il finale è così fulmineo da arrivare come una schioppettata improvvisa. Chi era davvero la vittima della sparatoria? Quali le sue carte vincenti?
Leggere questo racconto è l'unico modo per capirlo.

Una rivista on line che propone racconti, gratuita,  e che da la possibilità a giovani autori di mettersi in gioco per dimostrare quello che sanno fare, se davvero sono tagliati per fare questo duro mestiere fatto di parole e inchiostro....

mercoledì 29 luglio 2015

Sfida al Canyon infernale //I racconti western di Robert E. Howard il creatore di Conan il barbaro edito da Fratini editore

Titolo: Sfida al canyon infernale
Autore: Robert E. Howard
Editore: Fratini editore
Pagine: 384
Link per l'acquisto QUI

La trama: Raccolta di otto racconti inediti in cui - tra sparatorie, rulli di tamburi indiani nella notte, canyon scoscesi, cavalli al galoppo, pistoleros e sceriffi, saloon affollati, fanciulle in pericolo - si erge la figura del tipico personaggio howardiano: l'eroe solitario, l'Eroe senza tempo.

La recensione: Nella mia lunghissima carriera di lettore sono poche le volte in cui mi sono imbattuto in pubblicazioni di questo genere. per quanto possa averlo visto parecchie volte in tv, di rado mi è capitato di leggere storie Western. Mea culpa! Ecco perchè questa volta ho deciso di recuperare il tempo perso e riprendere i sentieri delle colline, tanto per rimanere in tema, scegliendo in libro di Robert E. Howard, lo scrittore del famoso e acclamato Conan il barbaro.

I racconti che Howard sottopone alla nostra attenzione raccontano la vita del West con le sue usanze e i suoi personaggi leggendari, con tutto quello che ne consegue. Al loro interno troviamo pistoleri, fanciulle da salvare, scorribande notturne e assalti alla banca. Gli ingredienti per creare la giusta ambientazione con paesaggi sperduti nel deserto battuti dal sole, saloon affollatissimi dove basta poco per accendere il fuoco e tesori seppelliti che non aspettano altro che di essere trovati.

Questa silloge può essere presa come un qualcosa di unico e compatto oppure può essere goduta un racconto per volta. Per coloro che non sono molto avvezzi al genere consiglio la seconda opzione, in questo modo avranno la possibilità di assaporare tutto il fascino che queste storie evocano e memorizzare le situazioni che si presentano volta volta. Quello che però in entrambi i casi è un viaggio su binari differenti che tendono però ad incontrarsi alla fine, contrariamente alle leggi matematiche. Giungendo alla fine del libro si ha un chiarissimo affresco di genere, quell'affresco che ha fatto innamorare generazioni intere per le sue storie e i suoi eroi. Nel preludio ai racconti vengono tracciate le linee guida di quello che è il West e il suo contorno, quali sono i personaggi cardine che si susseguono e il perchè della loro ciclicità, il ruolo della donna che sembra quasi un idolo, il perchè questa famosa caccia all'oro faccia tanta gola e vada così di moda, ma soprattuto l'importanza delle promesse che venivano fatte per quelle strade e quei saloon.

Non sono presenti particolari approfondimenti psicologici, pochissime sono le cose che il lettore viene a sapere dei personaggi che ha di fronte, e devo ammettere che spesso questo mi è dispiaciuto parecchio, questo però ha contribuito a rendere particolarmente movimentate le storie, mai statiche.
Quello che forse salta più all'occhio sul finale del libro è una sorta di motivo ricorrente che li pervade rendendoli molto simili tra loro e questo può piacere oppure no. Il lettore affezionato troverà appagante questa capacità dello scrittore dell'aver creato storie similari ma mai uguali, mentre il lettore profano potrà trovarle banali e scontate. De gustibus.

"E se il western di oggi è un'altra cosa, se gli Indiani non sono più considerati come i cattivi, se le fanciulle assurgono al ruolo di eroine, se persino i cowboy possono esser gay, allora rituffiamoci in atmosfere genuinamente, romanticamente, e classicamente western".

Questa una parte dell'introduzione che non condivido e che mi ha fatto storcere il naso. In questa parte, che precede l'inizio dei racconti, viene spiegato al lettore quello che andrà a leggere ripercorrendo quello che western è stato dagli albori. Nessuno quindi dovrebbe stupirsi se alcune delle figure eroiche sono cambiate e mutate nel tempo per adattarsi ai nuovi gusti letterari. Se prima erano i Pellerossa ad incarnare la figura dei cattivi perchè erano gli stranieri, adesso il "diverso" può risiedere dentro di noi, qualcosa di interiore quindi. Se le donne prima avevano quel tipo ci comportamento, sempre attaccate al padre e timorose di mettere il piede fuori casa, e quindi ammirate e idolatrate come un qualcosa di "inarrivabile" è prima di tutto una scelta espressiva quella di dipingere il ruolo in quel modo, secondo perchè il western è un genere più maschile e la figura del pistolero doveva essere messa in risalto.
Se poi in principio i cowboy erano uomini rudi con la pelle cotta dal sole, nati per vivere a cavallo e correre dietro le mandrie di bisonti, dobbiamo pensare che anche ai tempi di Howard (e quindi nelle sue storie) qualche uomo a cui forse piaceva un bel bandito doveva pur esserci, anche se non era detto in modo esplicito. L'omosessualità non è certo nata ieri. 

Una lancia va spezzata però in favore questa dell'edizione. Essa si presenta in un formato comodissimo, non è tascabile, ma le pagine sono molto resistenti, il carattere con cui è stampata è gradevole e la rilegatura regge la ripetuta apertura e chiusura del libro.
Vale la pena di dargli una chance, no?