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venerdì 5 dicembre 2014

"Essere Melvin" la parola all'autore: Vittorio De Agrò

Buongiorno a tutti quanti! Stavolta mi ritrovo a scrivere in mattinata per proporvi un'altro intervento della rubrica La parola all'autore. L'ospite stavolta è l'autore del libro Essere Melvin, che ho avuto modo di recensire qualche tempo fa.

La trama: Essere Melvin è per un verso la storia di un cavaliere temerario che deriva la sua audacia da un rapporto con la realtà tutto trasfigurato dalla finzione; per altro verso è la storia di una vendetta lungamente preparata e macchinosamente architettata. Dirò di più: il libro stesso è una gigantesca rivalsa, non contro qualcuno in particolare, ma contro la misura colma delle frustrazioni e delle delusioni, contro una vita che somiglia troppo poco a quella sognata. Un romanzo d’avventure, dunque? Certo. Purché il lettore sia avvertito che le terre di conquista sono tutte interiori, e che l’eroe era ben poco equipaggiato ad affrontare i mostri, i draghi, gli stregoni e i briganti che non sospettava di nascondere in sé. Melvin è una storia vera.

La parola all'autore: “..Specchio,Specchio, Specchio delle mie brame chi è la più bella del reame…?” Tranquilli non sto delirando, né voglio da voi una risposta che neppure la magia potrebbe darmi. Eppure nella sua infinita cattiveria comprendo bene l’angosciosa e inquieta domanda che la strega di Biancaneve si pone da sempre. Io ogni mattina mi guardo allo specchio e osservo un giovane anziano, con la panza da cummenda, con pochi capelli, le borse sotto gli occhi eppure se l’immagine riflessa nello specchio mi indica il tempo passato e la ei fu giovinezza, non è quella la risposta che cerco con forza e determinazione da tempo. 

Chi sono io? Francesco mi ha chiesto di raccontarmi e di spiegarvi perché ho indossato la maschera di Melvin per così tanto. Difficile rispondere. Ci ho provato scrivendo Essere Melvin, il mio esercizio terapeutico, e dopo 430 pagine non so se sono riuscito nell’impresa.
Cosa è stato Melvin? Il mio miglior amico, il mio peggior incubo, la mia condanna, il mio scudo, il mio Hyde. Ho sempre pensato che la normalità sia noiosa e banale, ho fatto della stranezza e della diversità un segno distintivo fino a quando il mio stolto orgoglio non mi ha spinto all’inferno dove ho rischiato di perdermi per sempre. 

Credo in Dio e so che mi aspetta il Purgatorio quando sarà il momento . Credo che la coscienza sia la scintilla divina presente in noi. Nei momenti più bui della mia vita quando tutto sembrava perduto e le Parche stavano per tagliare il mio filo, qualcuno lassù ha deciso per il colpo di scena. Mi hanno letteralmente salvato prima che saltassi giù. Si, ho tentato il suicidio, ho subito un trattamento psichiatrico obbligatorio (Tso). Non mi sono fatto mancare nulla nella mia vita: amore, dolore, follia, avventura, morte, commedia e dramma e coma etilico.

Dicono sovente che la vita è una fiction e che ogni giorno viene scritta una pagina del copione.La mia fiction va avanti da 37 anni tra alti e bassi eppure sono ancora qui. Melvin mi ha tolto tanto e quasi la vita, ma non la voglia d combattere e di sperare. Mi sono sentito una merda di uomo per tanto tempo, ho provato vergogna credendo di aver macchiato la memoria di mio padre e l’Onore della mia famiglia. Già l’Onore, parola usata più dai mafiosi per sigillare scellerati patti piuttosto che intenderla alla maniera dell’Antica Roma per rendere omaggio all’onestà e coraggio di un uomo. Io credo che un uomo senza Onore non sia degno di essere definito tale. Sono tornato dall’inferno e ho deciso di raccontare la mia storia perché condividere mi ha permesso di guarire, ho lavato in pubblico i miei panni sporchi, ho svuotato l’armadio dagli scheletri. Ora sono un uomo libero, più forte e forse migliore. Ogni giorno lotto, mi arrabbio, litigo, ma ho ripreso in mano la mia vita.

Melvin non è un eroe, anzi è un personaggio negativo, ma mi ha spinto a rimettermi in piedi e di riabilitare il mio nome. Mi padre ha lasciato troppo presto e senza la possibilità di un vero chiarimento, ma il suo cognome è la sua vera eredità oltre l’amore e il rispetto per le donne. Sono Vittorio De Agrò, sono tornato perché sono solito rispettare la parola d’Onore. Ogni mattina apro gli occhi e sorrido, vi sembra poco? Per capirne di più dovrete leggermi, se sarete pronti ad affrontare un viaggio, una confessione laica, una traversata nel deserto, ma alla fine spero che un sorriso e la speranza siano con voi chiudendo il libro.

Un grazie particolare a Vittorio De Agrò che ha accettato di raccontarsi e raccontare.

lunedì 12 maggio 2014

"Le orme leggere del cuore" la parola all'autore: Daisy Raisi

Buonasera a tutti quanti cari divoratori di libri, questa sera sono qua per inaugurare insieme a voi una piccola rubrica chiamata La parola all'autore, un piccolo angolino dedicato a tutti coloro che hanno scritto un libro e che scrivono in prima persona della loro opera.
La prima opera che ospitiamo in questo primo post della rubrica è una silloge di racconti che è già apparsa su queste pagine: Le orme leggere del cuore di Daisy Raisi.

Titolo: Le orme leggere del cuore
Autore: Daisy Raisi
Editore: Youcanprint
Pagine: 67

La trama: Una silloge di racconti che vuole essere un omaggio al genere femminile, alla sua forza silenziosa. Cinque storie, cinque ritratti di donna che hanno un unico comune denominatore: l'amore, sotto qualunque aspetto e forma esso si presenti.

La parola all'autore: "Dedico questo post, su invito di Francesco, al mio terzo libro edito "Le orme leggere del cuore", una raccolta di racconti scritti in periodi diversi della mia vita. CInque, per l'esattezza: i più recenti Caterina e Angelita; a seguire, in ordine cronologico, Sara, Eva e, lontanissimo nel tempo, Alice.
Queste storie di donne, tenaci e altruiste, giacevano nei miei cassetti finché non mi sono detta:"Facciamone una silloge!" e così è stato. "Le orme..." mi hanno stupito fin dai loro primissimi passi: il libro è stato inserito in una banca-dati di autori indie, ricevendo migliaia di visualizzazioni al suo incipit, e, in promozione gratuita su amazon, è risultato scaricatissimo. Book-trailer, audiointervista e audiolettura sono stati inseriti su youtube gold e dei siti lo hanno segnalato spontaneamente in qualità di best-seller... Insomma, un risultato davvero inatteso per me che lo avevo pubblicato senza nessunissima aspettativa. Ma il regalo più bello continuano a essere i vostri commenti. Ognuno punta al cuore della silloge, svelandone il comune denominatore: l'amore, quello incondizionato, quello puro, così raro da trovare in questa società. L'amore inteso come dono di sé a un partner, a una causa, a un figlio, a un'amicizia, persino quando tutto sembra opporsi alla sua concretizzazione.
Il fatto che l'abbiate gradito mi rende speranzosa: significa che il cuore delle persone non è poi così insensibile ai richiami dell'amore autentico, sotto qualunque forma esso si presenti. Ma non è finita qui... Uno dei racconti contenuti in questa silloge, "Caterina", dal finale volutamente aperto, avrà un seguito, al quale sto lavorando. Nel frattempo, colgo l'occasione per rinnovarvi l'invito a scaricare "Le orme leggere del cuore", se non l'avete già fatto: lo trovate in versione e-book, nei principali bookstore, italiani e stranieri, fra i quali, appunto, amazon, al costo di 1,49 €.
Grazie di cuore per avermi dedicato un po' del vostro prezioso tempo".

Grazie ancora a Daisy per aver accettato la mia offerta di inaugurare questa rubrica sulla Bancarella del libro in modo così tempestivo. Per chi poi volesse rinfrescarsi la memoria e rileggersi la recensione della sua silloge può cliccare QUI.