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lunedì 10 marzo 2014

Intervista: Luca Terenzoni

Buongiorno colleghi lettori! Periodo di novità questo. Come avrete certamente letto nei link del blog è presente una nuova sezione, e con oggi la inauguriamo: interviste.
Intervistiamo Luca Terenzoni, il primo autore emergente che ha dato fiducia al mio lavoro e che stavolta condivide con tutti noi qualche suo pensiero con qualche semplice domanda.

Il tuo rapporto con la lettura, cosa significa per te leggere un libro?
Leggere un libro per me significa innanzitutto avere la possibilità, anche se solamente per cinque o dieci minuti, di estraniarmi dalla realtà per iniziare a viaggiare nel tempo e/o nello spazio, conoscendo personaggi e luoghi nuovi.

Domanda banale ma dovuta anche per uno scrittore. Qual è il genere di libro che preferisci?
Preferisco senz’altro i classici, però mi piace rimanere aggiornato anche sulle ultime novità editoriali. 

Hai studiato economia e lavori in un ufficio amministrativo, un iter insolito per uno scrittore. Dove trovi il tempo per scrivere?
Scrivo nei ritagli di tempo e, soprattutto, quando riesco a trovare la concentrazione sufficiente per poterlo fare.

Come nasce un tuo libro? Che cosa viene prima e che cosa invece viene dopo.
Sia “Primavera in Borgogna” sia “Gli inevitabili incontri del destino” sono nati essenzialmente dal desiderio di raccontare storie di persone. Per quanto mi riguarda, prima viene senz’altro la caratterizzazione dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda, dopodiché scelgo in quale contesto farli interagire.

Nei tuoi libri uno dei grandi protagonisti è senz'altro la Francia. Da cosa nasce questo tuo grande amore?
La mia passione per la Francia nasce dai viaggi che vi ho fatto nel corso degli anni, e che mi hanno portato ad apprezzare questo paese e ad approfondirne la conoscenza.

Le tue storie raccontano di vicende spesso divise tra due paesi, la Francia e l'Italia, una commistione di luoghi e usanze molto particolari e simili tra loro. Cosa ti trasmettono?
Sono i luoghi che ho avuto occasione di visitare nel corso degli anni quelli che fanno da sfondo alle mie storie; e poiché mi hanno trasmesso profonde emozioni, ho cercato di trasferire quelle stesse emozioni su carta.

Se un domani dovessero chiederti “Ma i tuoi libri di che cosa parlano?” cosa risponderesti?
Risponderei semplicemente: “Parlano di persone”.

Da poco è uscito il tuo secondo romanzo “Gli inevitabili incontri del destino” quanto di te c'è in quel romanzo?
Indubbiamente tutta la mia sensibilità.

Sono presenti molti personaggi, ti rivedi in uno in particolare oppure tutti loro sono le tue molteplici sfaccettature?
Io e Francesco, il protagonista di “Primavera in Borgogna”, siamo molto simili caratterialmente; detto questo, posso comunque affermare che c’è una piccola parte di me in tutti i miei personaggi.

I tuoi personaggi. Lasci solitamente che la tua fantasia crei personaggi dal nulla oppure carpisci qualche idea dalle persone che ti circondano?
Per quanto mi riguarda, l’ispirazione nasce dalle persone che incontro, dai luoghi che mi capita di visitare, dai film che guardo e, ovviamente, dai libri che leggo.

Progetti per il futuro?
L’idea per un terzo romanzo sta lentamente maturando nella mia testa; si tratta solamente di iniziare a metterla su carta. Ovviamente, tempo permettendo…


Grazie a Luca Terenzoni per la disponibilità e ricordo a tutti che chi volesse leggere i suoi libri (Gli inevitabili incontri del destino e Primavera in Borgogna da me recensiti) può cliccare QUI.

sabato 1 febbraio 2014

Recensione: Primavera in Borgogna, il romanzo d'esordio di Luca Terenzoni

Buongiorno a tutti quanti e buon sabato!
Quest'oggi sono ansioso di andare a scrivere di questo libro. Sono andato a ritroso lo so, ma quando non si hanno serie di libri si può anche cambiare l'ordine no? Ecco che, come accaduto per Gli inevitabili incontri del destino, Luca Terenzoni ha avuto piacere che leggessi anche il suo libro d'esordio: Primavera in Borgogna. Grazie quindi a Luca per la gentilezza e la disponibilità.

Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Editore: Albatros
Pagine: 155

La trama: Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

La recensione: Come per la volta scorsa non posso non dire due cosette sulla copertina. Mi chiedo sempre come vengano decise le copertine, chi è incaricato di scegliere un'immagine che possa invogliare all'acquisto del libro. Non riesco però mai a dare una spiegazione, ecco che una volta che ho letto il dietro del libro ho sorriso quando ho scoperto che la copertina di Primavera in Borgogna è una foto scattata dall'autore in persona. Non c'è niente di meglio che scegliersi la copertina, no? E questa foto è davvero bella, getta subito il lettore in quel mondo in cui andrà ad immergersi fin dalle prime pagine del romanzo: i vigneti della Borgogna.

La storia: Come per Gli inevitabili incontri del destino mi sono, anche in questo caso trovato di fronte a personaggi che incarnano persone della vita di tutti i giorni. Ed è questo che mi piace di più in un romanzo. Persone in cui puoi rivederti e creare un legame affettivo. Se poi mettiamo nel conto il fatto che il protagonista della storia si chiama Francesco come me, l'immedesimazione è totale.
La storia è piuttosto semplice e lineare. Troviamo inizialmente una situazione non molto felce legata alla vita sentimentale del bel Francesco, lasciato da poco dalla fidanzata poco prima delle nozze. Subito dopo per lui, durante una gita fuori porta a San Gimignano, gli si presenta l'occasione della sua vita, mollare tutto quanto per andare a vivere in quella terra che da sempre lo ha affascinato: la Borgogna, in Francia. Cambiare aria e cambiare lavoro. Una scelta difficile che poterà Francesco a dover fare i conti con se stesso e con ciò che vuole davvero dalla sua vita.
Una triste quotidianità oppure un futuro imprevedibile?
Decide di correre incontro al suo destino e accettare l'offerta di un lavoro del signor Robin in una grande azienda vinicola francese e si trasferisce.
Una volta arrivato viene a contatto con altri personaggi del luogo che risvegliano in lui antichi ricordi e fa l'incontro con Ludivine, la sua compagna di ufficio e presto amica. A Francesco sembra quasi un sogno che tutto questo sia potuto accadere a lui. Staccare la spina con il passato, trasferirsi all'estero e trovare lavoro in un'azienda del settore che da sempre lo ha appassionato. Si butta anima e corpo nel lavoro, si impegna, studia, lavora.
La pace però dura pochissimo perchè strani avvenimenti vengono riportati in superficie da un incontro di Francesco durante una delle visite ai vigneti dell'azienda. Una persona. Una persona che appartiene al passato giunge a rimescolare le carte in tavola sostenendo che il signor Robin, il datore di lavoro di Francesco, non sia realmente chi dice di essere.
E proprio mentre i dubbi e le incertezze iniziano a farsi strada nella testa di Francesco la moglie del signor Robin viene "mandata" in clinica a curare un male interiore che non è mai riuscita a combattere. Perchè questo di punto in bianco? Cos'è successo in quel passato che sembra coinvolgere il signor Robin e che sembra aver sconvolto a tal punto la moglie?
Ecco che quello che sembrava un romanzo dalle tinte classiche si trasforma, con inaspettato piacere, in un giallo sotto il sole della Borgogna accompagnato da un pregiatissimo vino rosso. Francesco e Ludivine riusciranno a capire cosa sia successo in quella lontana primavera del 1968? Ma soprattuto il signor Robin è il solo ad avere dei segreti?

I luoghi: E' bellissimo secondo me quando un libro riesce a "farti vedere" quello che stai invece leggendo. Luca Terenzoni ha questa dote. Come nella sua seconda pubblicazione che io ho letto poco tempo fa, sfogliando le pagine di Primavera in Borgogna si ha davvero la sensazione di compiere un viaggio. Di spostarsi. Di andare da un'altra parte. Quando Nel libro Francesco sale in macchina e inizia il viaggio che lo porterà verso la sua nuova vita ho sorriso, perchè mi è sembrato che in quella macchina ci fossi pure io e che insieme andassimo a trovare degli amici che avevano una azienda vinicola in Borgogna.
Io non sono mai stato in Francia, ma leggere questo libro mi ha messo una tale voglia di avere un riscontro che sarebbe il caso di correre a prendere le chiavi della macchina e partire.
I colori e i profumi spesso vengono solo descritti, qua pur abitando in Italia è come se anche io ne sentissi l'odore, oppure sentissi il vento tra i capelli.
Il viaggio quindi e lo spostamento verso qualcosa di nuovo e promettente sono due dei temi che Terenzoni affronta nei suoi libri. Il viaggio come cambiamento, come occasione di sperimentare qualcosa che ci è sconosciuto ma che ci serve per poter andare avanti. Il viaggio come ricerca.
Trovo quindi che la scelta dell'ambientazione sia una marcia in più al motore narrativo. Ti trascina. Continui a leggere nella speranza di scoprire qualche altro luogo che non conoscevi assieme e due amici come Francesco e Ludivine.
E perchè no, magari fermarsi a mangiare in quella carinissima locanda con il cane che ti viene a salutare appena ti avvicini all'entrata. Chi non vorrebbe immergersi nel caldo sole di inizio primavera circondato da luoghi simili?



I temi: Quando ho iniziato a leggere pensavo che la primavera fosse solo una connotazione temporale. Un momento. Un periodo di tempo in cui la vicenda narrata faceva il suo corso. Dopo poche pagine però ho dovuto ricredermi, o almeno cambiare la mia visione a senso unico. Nel romanzo, la primavera è si una parte dell'anno in cui c'è un certo clima, ma l'altro significato che Terenzoni fa risaltare è il suo significato di rinascita. Si dice spesso che la primavera sia la stagione del risveglio, beh in questo romanzo ne abbiamo il trionfo. Nella storia, durante questo particolare periodo dell'anno che prevede un cambio di clima e di colori, accadono gli avvenimenti cardine del romanzo. Una delle parole che compare nel titolo ha quindi un significato maggiore a tutto quanto. Primavera come momento di cambiamento totale.

Forse in un momento per me particolare come questo ma questo romanzo a me è piaciuto. Quasi sicuramente uno dei motivi è perchè piove da giornee  non si vede il sole, quindi leggere di un posto assolato e pieno di colore mi ha fatto sognare anche quando ero nel grigiore della fermata del bus per andare a lavoro. Altro motivo il linguaggio breve e scorrevole che ti accompagna assieme all'uso di un linguaggio semplice che non è possibile non amare,  a dimostrazione del fatto che non servono parolone per essere efficaci. Come dicono gli inglesi less is more. E questo Luca Terenzoni lo sa bene.
Un mio piccolo desiderio? Chissà come se la caverebbe con un romanzo di ampio respiro che ha per protagonisti i componenti di una grande famiglia stile Dynasty...


Per tutti coloro che fossero interessati a leggersi il romanzo eccovi i link:

mercoledì 18 dicembre 2013

Recensione: Gli inevitabili incontri del destino, di Luca Terenzoni

Buongiorno a tutti lettori di tutto il mondo! Questo è un giorno particolare. Oggi sono qua per parlarvi del secondo libro di Luca Terenzoni, che ringrazio per aver accettato la mia proposta di collaborazione.

Titolo: Gli inevitabili incontri del destino
Autore: Luca Terenzoni
Editore: Albatros
Pagine: 256

La trama: Francine vive a Saint-Malo ed ha un figlio, nato quando lei era giovanissima. Lisa vive a Parigi; è una ex-modella americana che cerca di ridare un senso alla sua vita. Il brillante architetto Daniel, invece, a Parigi sta tornando, dopo essere stato per qualche tempo a New York. Roger è un celebre attore, fresco di Palma d'Oro a Cannes, che rimpiange di non aver messo al mondo un figlio quando era più giovane. Quattro vite che non hanno nulla in comune se non un imprevedibile, insospettabile disegno che li porterà ad incontrarsi e ad intrecciare le loro storie.

La recensione: Devo iniziare dalla copertina. Una foto come questa non può certo non attirare l'attenzione su questo libro. Sia per chi a Parigi c'è stato e chi invece, come me, non ci ha ancora messo piede. Sarà l'inquadratura della foto, sarà la bellezza delle torre alla sera, ma trovo questa copertina davvero d'impatto.
Il titolo merita anche lui qualche riga. Sono presenti due parole che a me stanno molto a cuore. La prima, incontri, ti mette davanti a quella cosa che è impossibile non fare nel corso della propria esistenza: incontrare persone. Persone che possano influenzare la tua vita di tutti i giorni. Persone che nel bene o nel male possono lasciare un piccolo segno. La seconda, destino, perchè essendo un sognatore di prima categoria non manco mai di pensare che qualcosa per noi sia già scritto e quello che facciamo e diciamo sia solo un modo per avvicinarci sempre più a quel "qualcosa" che ci attende.
Ma veniamo alla storia.
Questo libro narra le storie di personaggi che, come ci dice la trama, apparentemente non hanno nulla a che vedere gli uni con gli altri. Personaggi che pagina dopo pagina ci raccontano la loro vita, cosa fanno durante le giornate, le loro gioie, le loro rinunce, ma soprattutto ci raccontano dei loro vuoti.
Leggendo un libro come questo, che inizialmente è diviso "per personaggi" si pensa sempre che ci siano delle storie più allegre e delle storie un po' più tristi. Non è il caso di questi personaggi. Tutti loro infatti, ancora prima di scoprire che le loro vite sono intrecciate, ci raccontano le loro paure e tutto ciò che non sono stati capaci di fare nella vita. Anche chi apparentemente sembra essere fortunato, come Roger o Lisa che sono un attore e una modella di fama mondiale, nasconde poi una vita tormentata e molto più ordinaria di quanto si potrebbe pensare. E' questo che mi è piaciuto di questo romanzo, nonostante spesso si presentino situazione che non ho avuto ancora occasione di provare mi sono rivisto in molti di quei personaggi.
L'intreccio particolarmente efficace. Strutturato in modo che ogni capitolo racconti uno stralcio della storia di un personaggio. Ecco che, procedendo con la lettura, si ha sempre più la sensazione di conoscere i personaggi da sempre. Uno dei punti di forza di questo romanzo è infatti la presenza costante di dettagli e un denso approfondimento psicologico che ci accompagna assieme ai personaggi lungo il sentiero del cambiamento.
Troppo spesso si trovano sempre più libri con dentro personaggi così assurdi che inizi a pensare che chi li ha scritti non sia una persona come noi. Ne Gli inevitabili incontri del destino non è così. Qui i personaggi sembrano essere nostri vicini di casa.

I luoghi: Sono un altro punto cardine del romanzo. I personaggi del romanzo, turbati dai loro pensieri e mossi da forti emozioni sono in perenne movimento. Ecco che ci troviamo anche noi a viaggiare assieme a loro in numerosi  luoghi: Saint Tropez, Parigi, New York, Gordes, Portofino e molti altri.
La descrizione dei luoghi e dei loro profumi con il passare del tempo, del sole e della brezza estiva si sposa in modo piacevole al susseguirsi degli eventi. Che sinceramente avrei voluto non finissero mai.
Avete presente quando ti affezioni? Quando sembra quasi che le persone di cui stai leggendo le storie siano tuoi amici, amici a cui puoi dire tutto ed essere compreso sempre? Leggendo questo libro si ha proprio questa sensazione.
Così è come viaggiare al fianco di amici che sembra di conoscere da sempre e visitare la piazzetta di Portofino oppure sentire il profumo di lavanda quando si apre la finestra della nostra stanza.

Questo nuovo romanzo di Luca Terenzoni è uno di quei romanzi adatti a tutte le età. Forse più consigliato a chi ha superato la maggiore età, visto il tipo di contenuti che variano dal matrimonio in crisi all'amore per una donna più grande, ma c'è anche l'amore verso un padre e verso una madre, la sensazione di essere soli quando invece non lo siamo, oppure la voglia di cambiare radicalmente vita. Tutti temi che abbracciano un ampio pubblico e a cui è possibile dare interpretazioni diverse in età differenti.
Oltre questo c'è da dire che  la lettura si presta a qualsiasi momento dell'anno. Nonostante sia ambientato in estate si apprezza molto anche durante l'inverno, come adesso, anzi forse di più. Si respira il caldo, si abbandonano le metropoli affollate e ci si sposta in località più tranquille e decisamente più rilassanti.
Per far riposare il cuore e la mente.

A proposito dell'autore: Nato nel 1969, e laureato in Economia e Commercio, lavora presso l'ufficio amministrativo di un'azienda della Versilia, per la quale cura anche i contatti con l'estero. Dopo Primavera in Borgogna, Gli inevitabili incontri del destino è il suo secondo romanzo. "Cartoline dalla Francia", invece, è il nome del suo blog.

Qui il sito del romanzo.

Per chi fosse interessato ecco alcuni link dove poter acquistare il libro:
Amazon
Ibs
Mondadori