martedì 17 ottobre 2017

Recensione: Bruciato marcio, di Loreto M. Crisci

Titolo: Bruciatomarcio
Autore: Loreto M. Crisci
Editore: Gremese editore
Pagine: 125
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La trama: Sin dal principio la giovane vita di Lorenzo è stata segnata dal fallimento: famiglia, lavoro, amore, tutto è andato a rotoli. Ma nonostante questo, il protagonista aspira al riconoscimento, al successo, ne è ossessionato. Decide allora di diventare uno scrittore per sfuggire alla frustrazione e lasciare un segno, una prova tangibile della sua esistenza in un mondo fatto di apparenza e popolato da finti anti-conformisti. La storia di Lorenzo prosegue per flash animati dagli incontri-scontri con le persone a lui più care: la madre, l'amico Walter, il fratello Matteo, l'ex ragazza Chiara. Ma proprio quando sembra che non ci sia una via d'uscita da un destino di banalità e di inquieto anonimato, dalla paura di non riuscire a diventare "qualcuno", Lorenzo fa un incontro che cambierà radicalmente la sua vita: una ragazza senza nome, talmente perfetta da non sembrare vera, con la quale dire e fare cose assurde fino a prendere insieme una decisione folle, tragica e irreversibile che li renderà finalmente famosi.

La recensione

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo non sapevo bene cosa aspettarmi. Se uno non legge la trama ma si limita al titolo e alla cover può perfino pensare che si tratti di un romanzo sugli zombie. Ma non è così.
Quella che Loreto Crisci ci racconta è una storia dei giorni nostri, una visione del mondo dal punto di vista dell'autore-protagonista. Lorenzo vuole scrivere, fare successo mettendo una parola dietro all'altra, quello che però ha davanti agli occhi è un mondo diverso da quello che lui immagina, un mondo con cui è costretto a fare i conti.

La vita del bohemien è finita, non ci sono più persone in grado di guadagnarsi da vivere scrivendo come vorrebbe Lorenzo, che da messi cerca di scrivere un romanzo che probabilmente non vedrà mai la luce. Questo fa in modo che il suo umore scivoli sempre di più in basso e modifichi il suo giudizio.
Collezionando delusioni e porte in faccia sviluppa uno sguardo critico nei confronti di quello che lo circonda e lo esprime con parole dure senza guardare in faccia nessuno. Non gli importa se a farne le spese è sua madre che nonostante tutto cerca di dargli una spinta, non importa se un amico d'infanzia cerca di interessarsi ai suoi scritti, non importa se una certa ragazza cerca di instaurare con lui un rapporto che vada al di là del sesso.
Purtroppo non c'è niente da fare, il movimento è centripeto, non c'è via d'uscita. Lorenzo non riesce a trovare una valvola di sfogo, qualcosa che lo riabiliti, qualcosa che lo risvegli da quello stato catatonico nel quale sembra volersi crogiolare.

I rapporti che instaura con le persone, anche quelli di lunga data, sono freddi e superficiali. Coloro che mostrano affetto verso di lui finiscono per voltargli le spalle, stanchi del suo atteggiamento di supponenza, del suo voler sempre essere sopra le parti quando invece non è così. L'uso dell'autore di un linguaggio spesso volgare rincara la dose. Anche se ciò che dice è la verità nessuno vorrebbe mai trovarsi nella sua condizione di perenne insoddisfatto.
Flash, come dice la trama, portano il lettore a spostarsi in modo repentino da una scena all'altra come all'interno di un sogno, tanto che spesso non sa se quello che legge è solo un'elucubrazione del protagonista oppure fa parte della storia. Ciò che appare sempre più chiaro è però una totale sfiducia del sistema, dove le persone si accontentano di poco, sono soddisfatte solo di quello che hanno senza cercare altro e i rapporti somigliano sempre più a una minestra riscaldata.

Il mio giudizio: Un libro breve e incisivo, dove subito appare chiaro il punto di vista dell'autore. Non male l'idea di gestire la scansione narrativa come i fotogrammi di una pellicola, tuttavia questo continuo saltare da una situazione all'altra priva il lettore di dettagli che potevano far comodo ai fini di una maggiore immedesimazione.
Non vi è una reale trama, qualcosa che inizia e trova una sua fine, le pagine si susseguono presentando stralci dell'esistenza del protagonista con le sue ciniche considerazioni utilizzando un linguaggio crudo.
Interessante l'idea ma che forse avrebbe avuto bisogno di qualche pagina in più.

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