giovedì 13 febbraio 2014

Recensione: La vendetta veste Prada, di Lauren Weisberger. Il seguito de Il diavolo veste Prada

Diacomelo, tutti aspettavamo questo seguito! Da quanto? Mesi? Anni? Nemmeno io lo ricordo, da quando pieno di eccitazione lessi Il diavolo veste Prada in edizione paperback. Ma adesso il desiderio è stato esaudito e Lauren Weisberger ci tiene ancora compagnia assieme a Andy, Emily e naturalmente Lei, il diavolo in persona, Miranda Priestly!

Titolo: La vendetta veste Prada
Autore: LAuren Weisberger
Editore: Piemme
Pagine: 447

La trama: Sono passati quasi dieci anni da quando Andrea Sachs, Andy, si è licenziata dal lavoro per cui "milioni di ragazze ucciderebbero" come assistente di Miranda Priestly, direttrice di "Runway" e guru della moda internazionale. La sua vita è molto cambiata negli ultimi anni e di quel terribile periodo non le restano che qualche incubo notturno e l'incontrollabile terrore di partecipare a serate mondane in cui potrebbe incontrare lei, il Diavolo in persona. Tutto il resto, però, va a gonfie vele: la rivista di successo che ha fondato con Emily, l'antica rivale ora migliore amica e socia, e il matrimonio imminente con uno degli scapoli più ambiti della Grande Mela, Max Harrison, affascinante, romantico e soprattutto orgoglioso di avere accanto una donna indipendente e di successo. Nulla sembra poter rovinare un momento così perfetto. Ma Andy ha l'assoluta certezza che qualcosa stia per accadere, perché nessuno prima di lei aveva osato sfidare Miranda. La vendetta non si farà attendere ancora per molto.

La recensione: A prescindere se si abbia o no letto il primo libro oppure visto il film, è indubbio che se ci si avvicina a questo libro è perchè si abbiamo delle aspettative. Io per primo le ho avute. Per tutti gli appassionati della serie, se così si può dire, questo è un momento importante. Poter mettere le mani sul seguito di un libro che ci è piaciuto moltissimo.
Purtroppo però, e con il cuore in lacrime devo ammetterlo, ci sono delle mote piuttosto negative che mi hanno più volte fatto storcere il naso e fatto quasi perdere la voglia di leggere.

In primis l'argomento. Chi ha amato il primo libro è senz'altro perché ha una grande passione per la moda. Leggendolo si ha l'impressione si far parte della redazione di Runway e la voglia di partecipare a feste esclusive con capi firmati in compagnia di Andy e Emily cresce sempre di più pagina dopo pagina. Senza contare il temibile e allo stesso tempo temibile personaggio di Miranda.
In secundis la storia piuttosto banale e poco avvincente.
Sfortunatamente per noi poveri lettori che avevamo già in testa tutto il team di Runway al gran completo e che immaginavamo rivalità, cattiverie, sfilate, moda con stivali di Chanel da migliaia di dollari, scorribande in giro per New York, tradimenti e spregi di varia natura, ci troviamo di fronte una situazione tattilmente diversa.
Niente di tutto questo. Una storia completamente differente e personaggi che avrebbero potuto chiamarsi in modo differente.

Il libro comincia in sordina, raccontandoci che cosa ha combinato Andrea Sachs da quando a Parigi, nel bel mezzo della sfilata di Dior, mandò a quel paese Miranda Priestley. Un nuovo amore nella sua vita, una rivista tutta sua da gestire assieme a Emily dal nome "The Plunge" e (non so se sia uno spoiler o meno) un periodo di dolce attesa...Ok e che male c'è direte voi.  Nessun male. Peccato che tutto questo racconto che comprende fidanzamento, matrimonio, viaggio di nozze ecc. ecc. si protrae per più di 320 pagine e visto che l'intero libro ne fa 447 mi pare un po' troppo. Leggi, leggi, leggi e ti trovi davanti pannolini, appuntamenti dal pediatra,  visite ginecologiche, paturnie varie.
Scusate ma Miranda dov'è?
La moda dov'è?
Le sfilate di moda dove sono?
Niente di tutto questo.
Te che leggi ti sorbisci tutta tra trafila di roba di cui, diciamocelo francamente, non te ne importa nulla nell'attesa che succeda qualcosa. Nell'attesa che arrivi Miranda e che combini una delle sue.  Invece niente.
Il libro diventa quasi noioso per la sua ripetitività. Noioso per il fatto che racconta qualcosa che si distacca troppo dalle vicende del precedente. Noioso perchè si arrampica sigli specchi facendo tornare in un paio di episodi pure Christian (il tizio che fa perdere la testa a Andy nel primo libro) e Alex, il suo ex storico fidanzato.

La trama è stupida. La più classica storiella dei romanzi di questo tipo, cosa che dalla scrittrice non mi aspettavo affatto. Utilizza personaggi che hanno già una storia e un loro nome senza però dirci nulla di nuovo, annoiando un sacco il lettore con qualcosa che allunga il brodo per quasi 500. Anche meno. Succedono un sacco di cose ma nessuna sviluppa o arricchisce la vicenda centrale, già di per se banale e prevedibile dalle primissime pagine.

Parlando a titolo personale continuerò a pensare al Diavolo veste Prada pensando sempre a quel primissimo libro scritto anni e anni fa. Questo seguito non ha riscosso il successo dovuto e che speravo.
Il diavolo non esiste.
E se esiste è diventato troppo buono e pigro.

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