sabato 7 giugno 2014

Recensione: Glamorama, di Bret Easton Ellis

Titolo: Glamorama
Autore: Bret Easton Ellis
Editore: Einaudi
Pagine: 522

La trama: È un "modello aspirante attore" il protagonista di "Glamorama": è bellissimo e, se manca di personalità e carisma, gli basta però uno sguardo perché una donna si convinca ad andare a letto con lui. Suo malgrado viene coinvolto in un intrigo internazionale di terrorismo, scoprendo così l'abisso di orrore e morte dietro il glamour del suo ambiente. Un'invisibile macchina da presa segue le peripezie di Victor tra due continenti, scena dopo scena, ciascuna contrassegnata da un numero in ordine decrescente, come in un film. E, come in un film, è il dialogo a trionfare.

La recensione: Ne avevo sentito parlare anni fa ma non so come mai, nonostante la moda mi affascini parecchio, non mi ero mai avvicinato a questo libro e al suo autore.
Così, dopo averne trovato una copia a uno dei miei fidati negozi di libri usati, ho iniziato la lettura di questo romanzo. E mi ha travolto letteralmente.
Di questo romanzo si sono scritti fiumi di parole, perchè tanto ci sarebbe da dire ma non si sa da dove cominciare.

Ci troviamo nell'alta società, in quel mondo fatto di attori, modelle, locali alla moda e programmi televisivi. Siamo in compagnia di Victor Ward, it-boy per eccellenza, bello, ricco, dannato e tremendamente "distrutto". Attraverso una numerazione di capitoli che viaggia al contrario, come le riprese di un film, Victor ci mostra i retroscena di un mondo patinato sull'orlo del precipizio. Ci mostra, nella prima parte del libro, l'affresco di una società votata al successo e alla fama, a come tutti siano disposti a scendere a compromessi pur di apparire, a come tutti facciamo uso di metodi estremi per continuare a essere quello che tutti si aspettano di vedere. Una società in declino, fatta di aspettative e falsi amici, fatta di droga, di locali di grido, e ogni sorta di dissolutezza possibile.
Il tutto a un ritmo adrenalinico trascinante.
I dialoghi si succedono a un ritmo vorticoso come fossero le pagine di una sceneggiatura cinematografica.
L'intreccio, così pulito e scorrevole all'inizio, si fa sempre più fitto e si frammenta in così tanti pezzi che getta il lettore in una realtà sfuggente, fatta di personaggi che sembrano essere la copia gli uni degli altri e dove le situazioni sembrano immerse in un fluido caldo e appiccicoso. Victor viene contattato da un individuo misterioso che gli propone un viaggio in europa, portandogli alla mente episodi della vita che conduceva quando studiava in europa.
Parte così tutta una serie di imprevisti e strani accadimenti che confondono la realtà con quello che forse accade solo in una realtà parallela, dove non si capisce più che cosa sia vero e che cosa no, e dove il lettore viene spinto oltre ogni limite a fare continue congetture al fine di districare la matassa creata dall'autore.


Un libro che nonostante la lunghezza si lascia leggere che è un piacere. Un libro che coinvolge e che grazie alla sua molteplicità di tematiche è in grado di abbracciare un pubblico ampio.
Numerose le scene di suspance e numerose le scene di sesso e terrorismo che percorrono l'intera storia, descritte in modo così dettagliato da far accapponare la pelle, ma proprio per questo credibili e "reali".
I personaggi hanno la sfacciataggine e la superficialità delle riviste patinate per cui lavorano, il loro cervello non presta attenzione alle cose che non li riguarda, e i loro rapporti interpersonali fuori dal set sembrano provenire da un altro mondo, come le battute che sono costretti a recitare di fronte a una telecamera.
Un mix di emozioni, di scandali, di inseguimenti a spasso per l'europa accompagnati da un bellissimo Victor e il suo seguito di immancabili compagni festaioli sempre pronti a giocare con la loro vita fino a non poterne più.

Nonostante tutto resta sempre però qualche domanda che il lettore si pone durante la lettura libro.

  • La costante presenza di coriandoli colorati che sembrano inondare tutto quanto può voler sottolineare il clima di festa carnevalesca che percorre tutta la storia, insieme a un marcato riferimento all'ambientazione cinematografica sotto i riflettori. 
  • La perdita di conoscenza del protagonista può voler significare un entrare e uscire da un mondo di sogno incoraggiato e alterato dalla costante assunzione di droghe e medicinali (Xanax).
  • La perenne sensazione di freddo e visione di ghiaccio nelle più svariate situazioni può voler indicare la "freddezza" dei rapporti dei protagonisti del libro, che si frequentano e si "amano" senza conoscersi veramente.
  • L'odore di escrementi suggerisce il marcio e lo schifo che si nasconde dietro un mondo fatto di riflettori, locali dell'Upper East Side e droghe sintetiche e personaggi dello spettacolo.
  • Il finale. E' tutto vero? E' tutto finto? Stiamo parlando di sdoppiamento della personalità oppure è solo in trip mentale di Victor Ward? Nessuno può dircelo, forse nemmeno lo stesso autore, ma la trama è così complessa e così articolata che forse il bello è proprio che fino alla fine è il lettore a dover decidere a cosa credere...

Bellissimo.

Coloro che sono interessati all'acquisto del libro possono cliccare QUI.

3 commenti:

  1. Sempre affascinanti i viaggi che si fanno leggendo i libri di Easton Ellis, nelle vite di giovani ricchi e belli ma che portano dentro di loro sterminate lande ghiacciate con labili ricordi di un infanzia passata troppo presto e senza la presenza di adulti (i genitori) che gli abbiano insegnato ad amare e la cui unica presenza tangibile sono i soldi che spendono.

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  2. Ciao Lorenzo! Hai perfettamente ragione, nonostante tutto però anche se pericoloso quel mondo continua ad affascinarci un sacco...

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    1. Ciao Francesco, si hai ragione è un mondo affascinante anche perchè totalmente distante dal nostro modo di vivere, per questo contrapporsi tra bellezza e disperazione.

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