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martedì 3 ottobre 2017

Recensione: Sleepwalker, di Michael Laimo

Titolo: Sleepwalker
Autore: Michael Laimo
Editore: Nero Press edizioni
Pagine: 318
Link per l'acquisto QUI

La trama: Richard Sparke soffre di sonnambulismo da tre anni, da quando ha aggredito la sua ex-moglie nel sonno. La terapia con il dottor Delaney non sembra sortire effetto e la vita di Richard si fa, giorno dopo giorno, più difficile. Le visioni di sua madre e di sua figlia morte, che lo chiamano attraverso un'inquietante luce blu, la minaccia di un misterioso uomo in nero che sembra volergli fare del male trasformando i suoi sogni in incubi, il ricordo di eventi che è convinto di non aver mai vissuto e il continuo sovrapporsi tra reale e irreale conducono Richard sull'orlo della follia. Fino a quando Pamela, la donna che frequenta, non irrompe in casa sua tentando di ucciderlo, senza apparente motivo. Ma è accaduto realmente o, anche questo, è solo un sogno? La visita degli agenti Moldofsky e Hughes, il giorno dopo, e il ritrovamento di una pozza di sangue in cucina, danno inizio alle indagini della polizia. Per Richard, invece, comincia una lenta discesa nell'incubo.

martedì 23 maggio 2017

Intervista: Claudio Vergnani, autore di A volte si muore

Buongiorno lettori!
Stavolta sono qua per una nuova intervista, quella a Claudio Vergnani, autore di A volte si muore (Dunwich edizioni) e La torre delle ombre (Nero Press) Ringrazio in anticipo la casa editrice Dunwich edizioni e l'autore per essersi reso disponibile a rispondere a queste domande.


Ma andiamo a cominciare!

Chi è Claudio Vergnani?
Citando Montale, direi che sto ancora cercando di essere un uomo, ma l'obiettivo è arduo da raggiungere. Oggi più che mai.

Qual è il genere di libro che preferisci?
Sono cresciuto leggendo di tutto, ma un certo tipo di letteratura di genere – intendo il tipo che si scrive solo dopo aver letto e assimilato i classici – mi ha formato. Da adolescente avevo un debole per quello che Eco definì “il superuomo di massa”. Per intenderci, quella gamma di personaggi che vanno dal Conte di Montecristo a Batman, passando da Rocambole, Arsene Lupin, Fantomas e (più recenti) i personaggi di Fleming, Trevanian e i maestri del noir americano, Chandler, Hammett, Himes. Credo che un bravo autore possa scrivere un po’ di tutto, anche se ovviamente la sua “specializzazione” andrà in una direzione o due al massimo. Quindi, più che affezionarmi solo a un genere, mi affeziono a un certo tipo di stile. Non amo chi utilizza una prosa barocca e involuta per colpire il lettore ingenuo. Attenzione, non sto dicendo di preferire una prosa minimalista (che come tutti gli eccessi tende a diventare vuota abitudine più che stile), ma semplicemente che tanti svolazzi roboanti che oggi vanno per la maggiore nel mainstream e che colpiscono la fantasia di tanti lettori sprovveduti non mi interessano. Oggi non ha senso definire “tremule” le stelle, “gelida” la lama di un coltello, “rosata” un’alba. Questi sono esempi di scrittura pigra per lettori distratti.

giovedì 9 giugno 2016

La battaglia di Harlem Heights, di Scott Kenemore // La grande moria, di Livio Gambarini

Titolo: La battaglia di Harlem Heights/La grande moria
Autori: Scott Kenemore/Livio Gambarini
Editore: Nero Press edizioni
Pagine: 60
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La trama: Due storie sugli zombie, due visioni storiche alternative. Cosa sarebbe accaduto se George Washington e Giovanni Boccaccio si fossero trovati alle prese con una epidemia di morti viventi? Troverete le risposte nelle penne affilate di Scott Kenemore e Livio Gambarini.

mercoledì 2 marzo 2016

Clowns vs Zombies, di Luigi Bonaro e Daniele Picciuti

Titolo: Clowns vs Zombie
Autori: Luigi Bonaro e Daniele Picciuti
Pagine: 77
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La trama: Apocalisse zombie in atto. Lo Zingaro è un ex–clown degradato a factotum di un circo, è un solitario, un ubriacone che si porta dietro ricordi e rimpianti da reduce cinico e testardo. Quando la città viene invasa dai morti viventi decide che è giunto il momento per tornare a combattere. Insieme a un manipolo di clowns in fuga – una ragazza sui trampoli, un nano codardo e un pagliaccio sarcastico – si cimenta nell’arduo tentativo di salvare la pelle a se stesso e agli altri. L’incontro con una enigmatica scienziata porterà alla luce la verità sull’origine del contagio e la possibilità che quella donna abbia nelle sue mani la salvezza o la distruzione dell’intera razza umana. Elefanti e iene zombie, un alano arlecchino dal morso facile, un sassofono che risuona malinconico tra le labbra di un clown morto, la comicità nera su tristi facce dipinte di bianco, un vaccino che diventa una maledizione, un varco verso una dimensione parallela. Sono gli ingredienti di questo horror a sfondo fantascientifico, irriverente e spietato.

giovedì 19 novembre 2015

Illustri vampiri, di Matteo Bertone edito da Nero Press edizioni

Titolo: Illustri vampiri
Autore/Disegnatore: Matteo Bertone
Editore: Nero Press edizioni
Pagine: 70
Link per l'acquisto QUI

La trama: Dal Conte Dracula a Edward Cullen, da Carmilla a Nosferatu, dalla Contessa Bathory a Barnabas Collins… chi sono i vampiri più illustri della storia? Per la prima volta un libro li raccoglie tutti, illustrati e raccontati attraverso le memorie di una falena. Perché proprio una falena? Perché le falene nutrono da sempre un debole per i vampiri, con cui condividono segrete di castelli, soffitte polverose o lugubri cripte cimiteriali. La falena Notturnia ha raccolto le memorie tramandate dai suoi antenati falenotteri, per narrare le gesta dei vampiri più illustri e spaventosi di sempre.

La recensione: Quello che abbiamo di fronte è forse quella cosa che tutti gli appassionati di vampiri come me hanno sempre desiderato: una bibbia. So bene che visto il tema può suonare strano ma è davvero così.
Matteo Bertone, già apparso su questo blog grazie a Diurno Imperfetto, stavolta decide di rivolgersi al suo pubblico riunendo in un booklet le storie dei più famosi vampiri di tutti i tempi. Ecco perchè prima ho parlato di bibbia! Sfogliando questo piccolo libro dalle dimensioni ridotte possiamo ritrovare le storie e gli avvenimenti principali della vita (e della morte) di ciascuno di loro.
Ciascuna storia è raccontata in prima persona (se di persona possiamo parlare!) da Notturnia, per gli amici Notty, che con un linguaggio ironico e tagliente ripercorre le gesta di Carmilla di LeFanu, Bill Compton del recentissimo True Blood, ma anche dell'affascinante Lord Ruthven della celebre novella di Polidori, oppure il Conte di Orlok che senza una parola riusciva a spaventare chiunque. Ammetto di essere parecchio affezionato a quest'ultimo per tutta una serie di motivi che qua non sto a spiegare, vi basti pensare che l'ho sempre collegato a un vecchio nonnetto incompreso e che non tanta voglia di amare! Lo so, lo so, il mio affetto per lui va oltre ogni limite.
Ad arricchire questa nuova pubblicazione Nero Press vi sono anche numerose illustrazioni, eseguite dallo stesso autore dei testi, per meglio aiutare l'immaginazione di coloro che potrebbero non conoscere o ricordare come sono fatti questi illustri succhiasangue. Tratti semplici ma esplicativi che vanno dritti al punto e fanno provare una simpatia senza limiti verso questi personaggi leggendari, giusti compagni delle parole che li accompagnano.
Un lavoro completo quindi, capace di far rivivere ai lettori più adulti quelle che sono state le storie del passato e della loro infanzia, ma anche qualcosa in grado di far avvicinare a questo genere i ragazzi più giovani, senz'altro incuriositi dalle immagini e attirati dalle storie che....hanno fatto la storia del genere vampirico.
Un libro dalle piccole dimensioni ma che rievoca storie senza tempo che, volente o nolente, fanno tornare la bruciante voglia di andarsi a rileggere ciascuna storia che ogni vampiro si porta dietro da secoli e secoli. Un libro piacevole e utile, capace di far sorridere e allietare, con paletti di frassino e sangue, anche le più grigie giornate...che sono perfettamente in tema!

Una chicca? Se tra voi lettori c'è qualcuno che vuole intraprendere la carriera dell'ammazza vampiri adesso può farlo! Matteo Bertone vi dice come fare... Fatevi avanti!

sabato 22 agosto 2015

Who's dead girl?, di Pietro Gandolfi

Ciao a tutti compagni di lettura! Come procede la vostra estate? Se è vero che l'estate porta la voglia di leggere qunati libri vi siete fatti fuori in questo periodo? Ditemelo che sono curioso mi raccomando!
Con oggi, di ritorno dalle mie vacanze in Croazia, vi presento un racconto di un autore a cui mi sto affezionando davvero parecchio, Pietro Gandolfi, che grazie al suo genere letterario ha fatto breccia nel mio cuore da subito. Già comparso tra queste pagine altre volte con le sue opere a tema orrorifico portando alto il nome: Avventura alla stazione di servizio e William killed the Radio Star, che vi invito caldamente a leggere.


Titolo: Who's dead girl?
Autore: Pietro Gandolfi
Editore: Nero Press edizioni
Pagine: 56
Link per l'acquisto QUI

La trama: Doug e Marianne si amano, ma il loro amore è messo a dura prova dai “vizi” di cui il ragazzo non sa fare a meno. Mona, Lori, Susy, Mia, Courtney. Sono tante e ognuna lo attrae in una maniera irresistibile. Questo suo implacabile fervore, però, condurrà il rapporto con Marianne al fallimento.Soprattutto quando un tragico incidente rischierà di dividerli per sempre. Ma forse un modo per stare assieme, nonostante tutto, esiste, anche se comporterà enormi sacrifici per i due amanti e per tutte le persone che ruotano intorno al loro insano legame. Una storia dannata, in cui anche i migliori sentimenti vengono sedotti dal fascino della morte.

La recensione: Un racconto che mi sono trovato a leggere un pomeriggio di questa caldissima estate e che mi ha tenuto compagnia sotto l'ombrellone.
La storia che Gandolfi propone in  questo ebook esula le ambientazioni a cui forse mi ero abituato fino ad ora, ossia a tutti quei luoghi un po' inquietanti e isolati che sembrano prendere vita al calar del sole.
Stavolta ci troviamo in un piccolo sobborgo americano, il classico posto che sembra essere uscito da una rivista patitissima, dove tutti conoscono i fatti di tutti e dove i segreti vengono tenuti ben custoditi. Questa è una storia che tutti noi abbiamo certamente vissuto o anche solo sentito raccontare da qualche amico. Una coppia di ragazzi, Doug e Marianne, che pur amandosi un sacco sono sempre sull'orlo della rottura per via delle continue scappatelle di lui con le amiche della fidanzata. Le amiche sanno della sua condotta ma si rifiutano di parlare con la diretta interessata. Questo clima claustrofobico e denso di omertà porterà a un crescendo di cattiveria che manderà in mille pazzi la diga finora costruita e il segreto vedrà la luce. Marianne vittima di un amore fasullo e dei pettegolezzi di quelle che credeva sue amiche mostra i primi segni di squilibrio e un incidente mortale cambia la sua vita per sempre.
Nonostante questo Doug non si arrende affermando di aver sempre amato Marianne come nessun'altra. Adesso però lei non c'è più, rimane solo il suo spirito intrappolato nel cimitero di quella così perfetta città. Lei lo ama ancora, lui deve redimersi. Un modo esiste. Sacrificare giovani ragazze per il piacere fisico di entrambi.
Uno spirito, un umano e un corpo posseduto.
Un triangolo mortale...

Un cambio di genere, possiamo dire, quello che Pietro Gandolfi decide di effettuare questa volta. Negli altri suoi lavori, a parte Devil inside che devo ancora leggere, non era mai accaduto di fronteggiare il paranormale. Stavolta fa scendere in campo uno spirito inquieto rimasto intrappolato in un luogo di morte per chiudere i conti con colui che l'ha fatto soffrire e piegarlo al suol volere.

La struttura del racconto è bipartita, divisa in due parti. La prima parte introduce il lettore a quella che è la vita nel piccolo sobborgo, presenta i vari personaggi e lo rende partecipe della storia e si conclude con l'incidente che cambierà le sorti di tutti quanti. La seconda parte, quella più interessante, è quella interamente dedicata al paranormale e a gli effetti che la morte di Marianne si porta dietro.

"Con questa storia ho voluto divertirmi a fare qualcosa di diverso, lo faccio abbastanza regolarmente, ma fino a ora ho pubblicato bene o male solo ciò che possiamo inquadrare nell'horror puro. qui volevo prendere qualcosa tipo una puntata di beverly hills 90210 e pervertirla con del sesso, riempiendola di personaggi sbagliati, tutti peccatori a loro modo". Pietro Gandolfi

I personaggi pur non presentano particolari attitudini hanno la particolarità di essere veri. Chi di noi nella vita di tutti i giorni non ha provato gelosia verso il prossimo, oppure ha assaporato il tradimento? Chi non si è mai trovato di fronte a pettegolezzi che avrebbe voluto non uscissero mai dalle bocche di certi individui? E in ultimo, chi non ha mai provato quel tipo di amore bruciante che rende ciechi?
Gli individui di Who's dead girl? hanno una propria storia da raccontare, un segreto da nascondere, un comportamento che giustifica quello che sono e quello che fanno. La morte di Marianne funge da miccia per far esplodere la loro rabbia repressa, la loro cattiveria, il loro cinismo, dimostrando in questo modo che dietro un apparente perbenismo sempre si nasconde qualcosa di malsano e cattivo.
Questo è il messaggio che Gandolfi vuole trasmetterci attraverso il paranormale. Spesso quella che è la realtà è più friabile di uno spirito inquieto che invece porta dentro sentimenti autentici e cerca vendetta.
Un racconto breve ma dal significato che abbraccia la realtà in cui viviamo, che spinge a combattere per quello in cui crediamo nonostante le dicerie e, ovviamente, credere nell'amore che sempre travalica la morte.
Sempre.

giovedì 21 maggio 2015

Recensione: L'autunno di Montebuio, di Micol Des Gouges e Danilo Arona edito da Nero Press edizioni

Buon pomeriggio a tutti voi, carissimi lettori! Come state? Iniziate anche voi a sentire il sapore dell'estate?
Quest'oggi sono qui per presentarvi un'altra delle pubblicazioni della Nero Press edizioni. Stavolta non parliamo di vampiri assetati di sangue come la volta scorsa, ma di un romanzo ugualmente particolare dal titolo "L'autunno di Montebuio" di Danilo Arona e Micol des Gouges.

Titolo: L'autunno di Montebuio
Autori: Danilo Arona &  Micol Des Gouges
Editore: Nero Press edizioni
Pagine: 250
Link Amazon QUI

La trama: Montebuio è un piccolo paese a novecento metri di altitudine sull’Appennino Ligure. Dopo una stranissima estate, quella del 1962, i tre bambini protagonisti – Lisetta, Ettore e Santino – ricominciano la vita di sempre: scuola, giochi in piazza, missioni esplorative nei dintorni di Montebuio. Ma quello che vivono non è un autunno come tutti gli altri. Perché, a partire da sabato 20 ottobre, le giornate dei ragazzini iniziano a essere scandite da terribili telegiornali, da gravi notizie provenienti dall’altra parte del pianeta, dal silenzio tetro degli adulti e da false rassicurazioni. Il trio sente parlare di missili, di ordigni, di America, Russia e Cuba, di capitalisti e comunisti. Notizie di distruzione e di morte, minacce dello scoppio imminente di un conflitto mondiale. Ma non è solo questo clima di paura che devono affrontare i tre amici. Cose ben più strane e terrificanti accadranno nel paese. Perché la paura, al suo picco, è in grado di materializzare i terrori del mondo. Quello esterno e quello interno. E i missili voleranno in direzione di Montebuio. E con loro altre cose che nessuno mai dovrebbe vedere.

La recensione: Quando ho iniziato a leggerlo non sapevo esattamente che cosa aspettarmi. Sinceramente. Poi di colpo mi sono ritrovato sbalzato in una storia che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando frequentavo le scuole medie, quando sognavo di vivere avventure incredibili.
Nel 1962 Montebuio è un paese di poche anime, arroccato sulle colline liguri. Un paese dove i bambini si trovano per giocare nelle piazze, vanno a scuola con il pulmino e hanno il piacere di esplorare la zona fantasticando che nasconda chissà quali misteri. Quello stesso autunno però ha qualcosa di speciale in serbo per i protagonisti di questa storia, tre bambini di circa dieci anni.
Durante una delle loro perlustrazioni alla chiesa del paese  e sotto gli occhi di una cupa e decadente Colonia, scoprono, sbirciando da una fessura, il corpo di una Santa tenuta nascosta a gli occhi della gente. Tutti sanno della sua esistenza ma nessuno sembra volerne parlare. Adulti compresi. Da quel giorno iniziano a verificarsi nel paese strani accadimenti, gatti che parlano, rumori notturni... Ma soprattutto iniziano a circolare voci riguardanti un'imminente guerra che porterebbe la distruzione su tutta la terra, si parla di Cuba e degli Americani, e si parla di guerra nucleare...

Quando ho scritto che non mi aspettavo una trama del genere ho scritto il vero. La storia che comincia in sordina, in un luogo poco conosciuto,  ma poi prende una svolta improvvisa ed inizia a decollare. Anche per uno come me, che non è molto avvezzo alla storiografia, è stato invece facile lasciarmi trascinare da un'ambientazione che piano piano affascina il lettore e lo coinvolge intimamente da più punti di vista. In primo luogo, nonostante i protagonisti siano dei bambini, che sono ben lontani dal mondo degli adulti, mi sono trovato immediatamente in sintonia con loro e con il loro modo di fare, la loro curiosità disarmante, la loro innata capacità di accettare anche gli avvenimenti più strani e incomprensibili. In secondo luogo, e forse è questo il motivo principale, la capacità degli autori di mischiare fatti storici a quelli di pura finzione in modo così naturale da non appesantire per niente la trama. Solitamente o ci troviamo di fronte libri di genere che fanno sembrare gli eventi storici delle bazzecole oppure romanzi che per la complessità di questi aventi eclissano così tanto la narrazione al punto che non ti ricordi manco più chi sono i personaggi a causa delle millemila digressioni. Arona  e Des Gouges non fanno questo. Accompagnano il lettore per mano, lo divertono, lo sorprendono, lo fanno sentire parte del Trio fanciullesco.

A causa della presenza della Colonia che sovrasta il paesotto di Montebuio, luogo testimone di una tragedia, si fa spesso riferimento
a un fatto accaduto tempo addietro, a quando un gruppo di ragazze durante una passeggiata scomparvero senza lasciare alcuna traccia.
Non è altro che un esplicito riferimento al celebre libro di Joan Lindsay "Picnic a Hanging Rock", di cui c'è un piccolo estratto prima che la vera storia cominci. Questo ha contribuito a rendere il libro di Arona e Des Gouges ancora più particolare.  Nella storia infatti i nostri giovani protagonisti si inerpicano sulla montagna per accompagnare una processione a cui partecipa tutto il paese e che non sarà priva, anch'essa, di fenomeni fuori dal comune. Proprio come accade nel libro sopracitato a Miranda, Marion, Edith e Irma, anche se in forma del tutto differente e con una drammaticità superiore. Ho adorato e continuo ad adorare il libro della Lindsy, facile quindi immaginare il piacere provato nel trovarlo citato velatamente più e più volte...

L'autunno di Montebuio presenta poi un linguaggio semplice ma efficace, capace di infondere timore e inquietudine con poche semplici parole. Troppo spesso si pensa che gli scritti che spaventano e fanno agitare abbiano bisogno di chissà quali preamboli e chissà quali personaggi fantastici, proprio per questo motivo dobbiamo cercare di capire che la cosa che può farci più paura siamo noi stessi, l'uomo, e le le sue macchinazioni, la sua sete di potere. E' questo che Danilo Arona e Des Gouges vogliono trasmettere con il loro lavoro, che non è il classico horror che tutti si aspettano. Il loro è uno scritto semplice, fatto di parole semplici, ma che ha per argomento la paura che tutti gli esseri umani hanno, quella cioè dello scoppio di una guerra che può far cessare tutto da un momento all'altro. Quale nemico peggiore può esserci dell'uomo stesso e della sua voglia, tremenda, di controllare il mondo? Quello che accade all'interno di questo libro traduce alla perfezione il pensiero Jungiano dell'inconscio collettivo, agli effetti che si riscontrano quando la mente umana corre alla velocità della luce verso qualcosa che non conosce.
Un libro che incastra la spensieratezza dell'età infantile alla tragicità degli eventi storici, che unisce la semplicità delle azioni di tutti i giorni come l'andare a scuola col pulmino e giocare a palla alla drammaticità che negli anni '60-'70 ha pervaso il mondo intero prima che cominciasse il periodo delle avanguardie...
Un libro per tutti e per tutte le età. Adatto a coloro che da poco si sono affacciati al mondo della lettura e a coloro che, in età adulta, volgono lo sguardo al passato al fine di comprenderlo meglio.

sabato 11 aprile 2015

Recensione: Diurno imperfetto, di Matteo Bertone edito da Nero Press edizioni

Titolo: Diurno imperfetto
Autore: Matteo Bertone
Editore: Nero press edizioni
Pagine: 194

La trama: Durante una delle noiosissime serate di poesia organizzate da Vera, la sua compagna, una strana bambina, mai vista e pure un po' inquietante, lo punta e gli predice la morte. Così iniziano le intricate avventure del protagonista, un giovane farmacista che dopo quel bizzarro episodio si ritrova vittima delle insane macchinazioni di una congrega di presunte vampire che lo trascinano in un universo fatto di rituali orgiastico-dionisiaci consumati nell'oscurità di misteriosi goth club, dove la musica dark e le sonorità anni Ottanta riportano a galla ricordi sopiti nella parte più recondita della sua coscienza. E in quei ricordi è nascosto un segreto che tutti, tranne lui, sembrano conoscere o per lo meno intuire. Il professor Follini, cliente abituale della farmacia in cui lavora, insiste per tenergli lezioni sul vampirismo. Il suo psicologo, Fungo, diviene ancor più sibillino e sfuggente del solito. Una vecchia poetessa arcigna e presuntuosa, amica di Vera, sembra sapere qualcosa di lui che egli stesso ignora. Arriverà la bella e misteriosa Cassandra ad aiutarlo nella ricerca delle sua vera natura, conducendolo per mano - una mano a tre dita - fino alla rivelazione finale.

La recensione: Attratto come sempre dalle storie di vampiri, non ho esitato un secondo nella scelta di questo romanzo proposto dalla Nero Press edizioni. Nonostante il lavoro mi porti via del tempo, sono riuscito a terminare questo libro in tempi record proprio grazie alla storia.
Se ne scrivono un sacco ogni anno di libri sui vampiri ma sono felice di vedere che ci sono storie che pongono il genere da un'altra prospettiva.
Quella che il lettore si trova davanti aprendo Diurno Imperfetto è una storia anomala. Non sono presenti le inquietanti atmosfere di Dracula, o gli scintillanti succhiasangue in stile Twilight (che hanno rovinato il fascino del loro genere solo per andare incontro a gli adolescenti), ma un altro stile ancora: l'incontro del mondo reale con quello dark.

I personaggi: La trama è quella che potete leggere nell'infobox, non dirò quindi altro che possa svelare o rovinare la sorpresa ai futuri lettori. Posso aggiungere però che il punto forte è senz'altro il protagonista principale che, come un moderno Odisseo, si trova a dover affrontare numerose peripezie al fine di capire che cosa gli sta succedendo e che cosa vogliono da lui gli strani personaggi che gli orbitano attorno. Un personaggio dal carattere spigliato, il classico ragazzo di oggi che vive la sua vita cercando di essere felice, assieme a una fidanzata che lo trascina in posti improbabili ad ascoltare poesie di dubbio gusto. 
Se però da una parte abbiamo lui, capace di trascinare il lettore tra le pagine del libro come fosse niente, dall'altra abbiamo una serie di personaggi che forse avrebbero avuto bisogno di maggiore spazio per potersi esprimere al meglio. Tolta l'accolita di poetesse dedite al lato sofferente dell'animo umano, che risultano essere un gruppo che agisce come una persona sola e che fanno da contorno, troviamo Vera, la ragazza del protagonista. Una ragazza come tante, assillante, pressante, stressante, sempre uguale a se stessa, che pur sapendo che il fidanzato non sopporta certi tipi di incontri se lo porta sempre dietro minacciando il loro rapporto. Un personaggio che, benché abbia degli espliciti tratti, non ha sfumature di nessun tipo e inscena liti col fidanzato ai limiti dell'assurdo, al punto che non si capisce come mai il nostro protagonista, visto il suo carattere, non la scarica in favore di qualcosa di meno impegnativo e con più cervello.
L'altro personaggio di spicco del romanzo è l'amico analista fai-da-te, Fungo. Un personaggio strambo che conduce una vita stramba, lavora in casa e assiste la madre malata in modo discontinuo. Il suo passatempo? Gli strip club. Lui costituisce in un modo eccentrico la coscienza del protagonista, funge da suo consigliere nonostante gli scarsi risultati.
Colei che invece gioca un ruolo determinante nella storia è la figura di Cassandra, una ragazza che spunta dal nulla e che nasconde un legame con la setta nel quale finisce il nostro eroe. Personaggio poco sfruttato però, quello di Cassandra, che appare poche volte e per troppo poco tempo all'interno della storia per essere quella che invece sembra conoscere molto bene cosa si nasconde nell'animo del protagonista. Una sorta di angelo custode che appare per sistemare la situazione quando diventa troppo complicata.

La storia e il mio giudizio: Quello che viene raccontato da Matteo Bertone in questo libro, fa sorridere e passare momenti di divertimento durante la lettura nonostante i numerosi cliches del genere vampirico, come ad esempio le orge di sangue, le vampire coperte di soli veli assetate di sesso e i locali goth. Tutto quanto scorre in modo lineare e preciso, una piccola pecca però contraddistingue molti dei capitoli, ossia il fatto che il protagonista vive delle esperienze strane e sconvolgenti che si ripetono all'interno delle pagine senza cambiare mai e soprattutto senza che lui si ponga delle domande al riguardo. Ogni sua esperienza con il mondo vampiro finisce con una perdita di coscienza, uno svenimento. Come mai il protagonista non si fa delle domande specifiche? Perchè anche se tutti gli dicono che è il prescelto non si spaventa quasi e non cerca di capire davvero cosa gli stanno dicendo? Diciamo che personalmente da questo punto di vista avrei forse desiderato qualche dettaglio in più, qualcosa che desse alla storia una connotazione ancor più tetra.
Resta il fatto che il lavoro di Bertone resta qualcosa di godibile a 360°, capace di soddisfare sia coloro che non hanno molta confidenza con i succhiasangue, sia chi invece è un devoto seguace...sempre con il sorriso sulle labbra.


Il sito dell'autore Matteo Bertone
La pagina fb di Diurno imperfetto